
Tratto dall’album del 2020 “Cinema Samuele”, questo brano di formidabile intensità, è un cortometraggio ricco di immagini suggestive e con l’aspetto di un racconto breve ma compiuto. La narrazione in musica, con passaggi repentini di immagini, pensieri e tonalità sembra rimandare a una mente instabile, ipereccitabile fino al tormento, che si aggrappa a “frammenti di vita volanti”nel tentativo di tenersi in piedi. Si avverte la quiete apparente prima della tempesta e il diniego temporaneo della realtà nel ritratto autobiografico del passeggero che “profuma come un principe” e che viene immortalato da uno sguardo simile all’obiettivo di una telecamera. Un Marlon Brando proiezione del desiderio dell’autore di assurgere all’immortalità del divo/divino e perciò ad altrettanta immutabile perfezione. Ma il cambiamento catastrofico (Bion,1966), annunciato dal “vento sotterraneo che anticipa la metro”, irrompe come un lampo nella notte della mente/consapevolezza quando il regno è perduto “davanti ad una slot” e c’è l’ultimo disperato tentativo di sfuggire all’inevitabile nei miliardi di pixel che moltiplicano con spirito quasi delirante la potenza delle immagini (Correale, 2021). L’associazione di idee ci conduce inesorabilmente al refrain che esplode nello straziante grido della voce e dell’acme musicale. Nei nostri singhiozzi, per identificazione introiettiva, sentiamo tutto il dolore dell’autore e gli siamo grati per la capacità di metterci in contatto con la verità dei sentimenti (Bion, 1965). E’ il pianto nello studio di registrazione, la rabbia per l’impossibilità di comunicare, la disillusione da tutti i rapporti dannosi che potrebbero essere evitati se solo ci si conoscesse prima e infine la difficoltà di riconoscere i propri torti e chiedere scusa. E’ la condizione dell’essere umano alle prese con l’inevitabile dose di sofferenza che riserva la vita. Ma la funzione catartica di quest’opera d’arte sembra restituire al pubblico e forse all’autore la capacità di ergersi al di sopra di essa e di andare oltre, ricordandoci che nulla è così terribile da non poter essere elaborato e lasciato andare.
Bion, W. 1965, Trasformazioni, Armando, Roma, 1970.
Bion, W. 1966, Il cambiamento catastrofico Tr. it. Loescher, 1981, Torino. Correale, A. 2021, La potenza delle immagini, Mimesis, Milano-Udine.